fare informazione oggi: la sfida della blogosfera ai media tradizionali (1)
pubblicato da andonio83 @ 19:04 - sabato, 18 agosto 2007
Oramai è da diverso tempo che si parla, sempre più diffusamente, della rivoluzione dei blog e dell'impatto che questa giovane forma di comunicazione, da alcuni anni, avrebbe sul mercato dell'informazione. Per chi non lo sapesse, il blog è un sito web che, per il modo in cui è organizzato, rimanda al caro vecchio diario di una volta; con gli anni ha però acquisito una sua autonomia, sviluppando modalità comunicative nuove e originali e sganciandosi, così, dal suo illustre antenato. La natura eclettica del mezzo fa sì che sui blog, oramai, si possa leggere davvero di tutto: accanto ai blog/diario personale in cui l'autore racconta la propria vita quotidiana, ci sono blog tematici di ogni tipo e, probabilmente, la categoria più diffusa in questo campo è costituita dai blog di opinione o di informazione. Sempre più importanti, a detta di molti, per offrire un'alternativa ai cosiddetti media mainstream, cioè agli organi di informazione di massa.

Su questo io avrei dei dubbi. Ma, prima di esporli, è utile ricordare alcune delle caratteristiche che hanno contributo al successo di questo medium. Innanzitutto la semplicità d'uso: un blog è facile da aprire, in genere gratuito, non richiede necessariamente la conoscenza dei linguaggi di marcatura, può essere facilmente modificato e personalizzato. E' un mezzo orientato al contenuto: chi non ha dimestichezza col mezzo può limitarsi a scrivere, gestendo gli aspetti tecnici attraverso la piattaforma che ospita il blog o prelevando da un altro sito la struttura grafica di base, il template. Ma, oltre che facili da aprire e da aggiornare, i blog sono anche facili da leggere: di norma presentano una successione di articoli o interventi (chiamati post) ordinati cronologicamente dai più recenti ai più datati e suddivisi sia in categorie tematiche, detti tag (utili ai motori di ricerca per aggregare e indicizzare contenuti simili ma provenienti da blog diversi), sia in base alla settimana e al mese di pubblicazione (di qui la somiglianza col diario); poi abbiamo, di norma, una breve presentazione, il profilo dell'autore, l'elenco dei link (i collegamenti ad altri siti o blog) e così via. La maggior parte dei blog condivide questa impostazione e ciò li rende facilmente comprensibili, riconducibili come sono alle abitudini di lettura che abbiamo già sviluppato con l'esperienza.

Dal punto di vista giornalistico, questa immediatezza e questa facilità d'uso risultano cruciali: una delle esigenze più sentite dagli odierni organi di informazione è di arrivare subito alla notizia, se possibile in tempo reale, e chi meglio dei blogger è in grado di farlo, dato che il loro sito oramai può essere aggiornato persino tramite il telefono cellulare? Giungendo tempestivamente sulla notizia, i blogger possono condizionare il modo in cui essa sarà valutata ed elaborata da chi arriverà dopo, favorendo dall'inizio una delle tante possibili chiavi di lettura: la notizia giornalistica non è mai una fotografia oggettiva e perfettamente fedele di un evento, ma una sua rappresentazione più o meno credibile e completa, una ricostruzione della realtà ottenuta selezionando alcuni elementi anziché altri, stabilendo un ordine di priorità che non è determinabile in maniera univoca e identica per tutti, ma che cambierà profondamente a seconda del punto di vista e delle inclinazioni personali del cronista. La notizia giornalistica è il frutto di criteri arbitrari che dipendono in parte dalle valutazioni personali dell'autore, in parte da una serie di prassi e abitudini comuni nel mondo giornalistico; ingenuo considerarla una riproduzione oggettiva dei fatti già presente nella realtà - come se il cronista dovesse unicamente "estrarla".

Un altro elemento che ha contribuito in maniera fondamentale al successo dei blog è la facilità con la quale possono essere collegati gli uni con gli altri: rispetto a una tradizionale pagina web, è più facile integrare il proprio blog in una rete, in un circuito comunicativo tramite il quale condividere risorse e conoscenze. Innanzitutto, i blog sono collegati attraverso i link (in maniera non molto differente da una normale pagina web) a formare una rete in cui l'importanza di un singolo blog è determinata, in prima istanza, dal numero e dall'importanza dei link che ha ricevuto da altri blog. Poi c'è l'opzione commenti (a dire la verità non sempre presente), che permette al lettore di esprimere il proprio punto di vista e di avviare un dibattito con l'autore e ed altri utenti: in genere il commento del lettore è seguito dal link al proprio blog. Poi, ancora, ci sono gli aggregatori come Fuffa, Nazione Indiana o Tocqueville, i blog collettivi, i motori di ricerca generalisti (come il celeberrimo Google) e specializzati (Technorati), le classifiche come Bloglabel, le directory come BlogItalia, e così via: tutti strumenti che danno origine a nuove comunità di passioni e interessi, neo-tribù de-territorializzate perché non radicate in nessun territorio, ma cementate al loro interno dalla libera adesione a un comune stile di vita, un sistema di valori e credenze condiviso. Si sviluppano così delle virtual communities che permettono l'identificazione e lo scambio tra chi condivide un hobby, una passione politica, una fede calcistica, gusti artistici e musicali... comunità virtuali che tagliano trasversalmente le tradizionali classi sociali o le appartenenze geografiche, accomunando persone di estrazione e provenienza diversa. (continua)

Pubblicato sul Quotidiano di Caserta del 25 febbraio 2007